Interdizione giudiziale o tutela

interdizione giudiziale

L’interdizione giudiziale è uno strumento di protezione che priva le persone con gravi problemi psicofisici della capacità di agire. È pronunciata con sentenza del Tribunale su richiesta di determinati soggetti individuati dalla legge.

È uno strumento di protezione particolarmente incisivo volto a privare della capacità di agire i soggetti che si trovano in condizioni psicofisiche tali da renderli incapaci a provvedere ai loro interessi.

L’interdizione si rivolge ai soggetti che presentano congiuntamente le seguenti caratteristiche: 

  • infermità di mente (una malattia grave al punto che impedisce al soggetto di esprimere liberamente e consapevolmente una volontà);
  • abitualità dell’infermità (una malattia irreversibile e/o incurabile);
  • incapacità del soggetto a provvedere ai propri interessi (sia quelli economici sia quelli extrapatrimoniali);
  • necessità di un’adeguata protezione.

L’interdizione può essere pronunciata anche nei confronti del minorenne nell’ultimo anno della sua minore età (17 anni) anche se è destinata ad avere effetto dal giorno del raggiungimento del diciottesimo anno.

L’istanza per richiedere l’interdizione può essere presentata con ricorsocontenente l’esposizione dei fatti sui quali la domanda è fondata, al Tribunale del luogo in cui la persona da interdire ha la residenza o il domicilio effettivi. i soggetti che possono presentare l’istanza sono:

  • dallo stesso interdicendo;
  • dal coniuge;
  • dalla persona stabilmente convivente;
  • dai parenti entro il quarto grado (padre, figlio, fratelli, nonni, nipoti bisnonno, pronipoti, zii);
  • dagli affini (i parenti del coniuge) entro il secondo grado;
  • dal pubblico ministero.

Fase centrale del procedimento di interdizione è l’esame diretto dell’interdicendo da parte del Giudice che può anche farsi assistere anche da un consulente tecnico (ad es.: un medico). Al termine dell’esame dell’interdicendo il Giudice può nominare un tutore provvisorio qualora ne ravvisi la necessità o debbano essere compiuti atti urgenti:;in questo modo nelle more del procedimento interdicendo è legalmente rappresentato da un tutore ed in caso di successiva interdizione, gli atti eventualmente compiuti in prima persona dall’incapace ,dopo la nomina del tutore, sono annullabili.

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