Amministratori di sostegno a Taranto

Amministratori di sostegno a Taranto

L’associazione ATeS è composta da un gruppo di avvocati e amministratori di sostegno a Taranto.

La scelta dell’amministratore di sostegno deve avvenire con esclusivo riguardo alla cura e agli interessi della persona del beneficiario. Il Giudice, generalmente, nomina l’amministratore indicato dal beneficiario stesso. Ove possibile, nella scelta preferisce i parenti e affini più stretti (coniuge, padre, madre, figlio, fratello, sorella). Qualora vi siano ragioni di opportunità o gravi motivi possono essere nominate dal Giudice Tutelare persone idonee, anche estranee al beneficiario. L’associazione ATeS è composta da un gruppo di avvocati e amministratori di sostegno a Taranto.

Quanto dura l’incarico dell’amministratore? Prevede una retribuzione?

I compiti dell’amministratore di sostegno sono specificati nel decreto di nomina del giudice Tutelare. L’incarico dell’Amministratore di sostegno può essere conferito a tempo determinato o a tempo indeterminato. Inoltre può essere sostituito dal Giudice Tutelare, quest’ultimo provvede ad una nuova nomina. L’incarico cessa, in qualsiasi caso, con la morte del beneficiario e da subito l’Amministratore non può più compiere alcun atto. L’incarico è gratuito ma il Giudice Tutelare può riconoscere all’Amministratore un’indennità in base al patrimonio dell’amministrato.

Quali sono i compiti dell’amministratore di sostegno?

L’amministratore di sostegno deve:

  • rispettare le aspirazioni e i bisogni del beneficiario;
  • informare il beneficiario circa gli atti da compiere;
  • informare il Giudice Tutelare in caso di dissenso con il beneficiario;
  • presentare al Giudice Tutelare, in base alla scadenza stabilita nel decreto di nomina, una relazione sull’attività svolta e sulle condizioni di vita personale e sociale del beneficiario;
  • presentare giuramento di fedeltà e diligenza al momento del conferimento dell’incarico.

Cos’è precisamente l’amministrazione di sostegno? Che ruolo svolge il Giudice Tutelare?

L’amministrazione di sostegno è uno strumento giuridico di protezione della persona finalizzato a tutelare, con la minore limitazione possibile, chiunque si trovi in condizioni di particolare difficoltà e ridotta capacità di autonomia. La figura di riferimento del procedimento di amministrazione di sostegno è il Giudice Tutelare. Il Giudice è competente ad esaminare il ricorso, ad istruire il procedimento e ad emettere il provvedimento di accoglimento o di rigetto del ricorso stesso. Il Giudice Tutelare ha altresì il compito di vigilare sul buon andamento dell’amministrazione di sostegno, autorizzando l’amministratore a compiere specifici atti e al deposito della relazione sull’andamento dell’amministrazione stessa.

Dove e come richiedere l’amministrazione di sostegno?

Il ricorso per richiedere l’amministrazione va presentato nella cancelleria del Tribunale del luogo in cui il beneficiando ha la residenza o il domicilio. Il ricorso deve contenere tutte le informazioni che riguardano il beneficiario e, in particolare, la descrizione delle condizioni psico-fisiche dello stesso. Il Giudice Tutelare gode di ampi poteri nell’ambito del procedimento: può decidere di convocare il ricorrente, ascoltare la persona cui il procedimento si riferisce (recandosi, eventualmente, presso il luogo in cui si trova), può sentire i familiari e i responsabili dei servizi sanitari coinvolti nella cura della persona, nonché il Pubblico Ministero. Entro 60 giorni dalla data di presentazione del ricorso il Giudice nomina, con decreto motivato immediatamente esecutivo, un amministratore di sostegno che può essere sia la persona indicata nel ricorso, sia un’altra persona.

Chi può fare richiesta?

I soggetti che possono richiedere al Giudice Tutelare l’amministrazione di sostegno sono:

  • il beneficiario che ritiene di non essere in grado di gestire la propria vita;
  • il coniuge o il convivente;
  • i parenti entro il primo grado (padre, figlio), entro il secondo grado (fratelli, nonni, nipoti), entro il terzo grado (bisnonno, pronipoti, zii) fino al quarto grado (primi cugini, zii, pronipoti) in linea retta  e collaterale;
  • i parenti del coniuge entro il secondo grado;
  • il tutore, curatore e/o pubblico ministero;
  • i responsabili dei servizi sociali e/o sanitari.

Chi sono i beneficiari?

I beneficiari dell’amministrazione di sostegno possono essere:

  • anziani, disabili, o persone con dipendenza da alcol e/o droghe;
  • detenuti;
  • Malati oncologici in fase terminale o in coma purché non siano incapaci di provvedere provvedere ai propri interesse e a richiedere il ricorso all’interdizione.

La condicio sine qua non è che questi soggetti possano esprimere bisogni e aspettative tanto che il Giudice Tutelare e l’Amministratore di sostegno non possono prescindere da esse.

Cos’è ATeS?

L’Associazione Tutela e Sostegno nasce dalla volontà di un gruppo di avvocati esperti della normativa e nella gestione degli istituti a protezione dei soggetti deboli (tutela, curatela e amministrazione di sostegno). L’associazione ATeS è offerta a tutti gli avvocati ovvero agli iscritti al registro dei praticanti abilitati al patrocinio legale, che, interessati alla realizzazione delle finalità istituzionali, ne condividono lo spirito e gli ideali. L’adesione all’Associazione è volontaria.

Qual è lo scopo di ATeS?

L’associazione persegue i seguenti scopi:

  • promuovere e valorizzare gli istituti giuridici di protezione dei soggetti deboli;
  • proporsi come luogo di incontro e di aggregazione nel nome di interessi culturali assolvendo alla funzione sociale di maturazione e crescita umana e civile, attraverso l’ideale dell’educazione permanente;
  • promuovere i valori della solidarietà umana e sociale.

Quali attività svolge ATeS?

Per il perseguimento di tale scopo l’Associazione intende promuovere varie attività, in particolare:

  • associare tutti gli avvocati che svolgono abitualmente l’Ufficio di amministratore di sostegno, tutore e curatore, al fine di fornire loro un sostegno logistico e un appoggio morale e materiale;
  • costituire un gruppo di studio, al fine di agevolare la formazione professionale continua su tematiche connesse agli uffici svolti;
  • realizzare dei protocolli d’intesa tra il Tribunale competente e le Amministrazioni Pubbliche (Enti locali, Aziende Sanitarie e Enti Previdenziali d Assicurativi), per rendere più agevole le pratiche socio-sanitarie ed amministrative nell’interesse del beneficiario della misura di protezione;
  • creare protocolli d’intesa tra il Tribunale competente e le strutture (R.S.A. – R.S.S.A – Casa per la vita – CRAP – Ecc.), deputate all’accoglienza sotto varie forme e necessità dei soggetti che beneficiano della misura di protezione;
  • realizzare dei protocolli d’intesa tra il Tribunale competente e le Pubbliche Amministrazioni per facilitare la presentazione della domanda di nomina di tutori, curatori ed amministratori di sostegno;
  • sottoscrivere convenzioni con professionisti, soggetti privati, CAF e patronati per meglio rispondere alle esigenze ed ai bisogni dei soggetti beneficiari delle misure di protezione;
  • realizzare un calendario di reperibilità dei professionisti iscritti all’Associazione che possano sostituire, sussistendone tutti i presupposti e le autorizzazioni di legge, il socio impossibilitato provvisoriamente e/o per ragioni d’urgenza ad esercitare le sue funzioni di ausiliario del Giudice Tutelare;
  • porre in essere attività di formazione finalizzate ad aumentare le competenze, come corsi di aggiornamenti teorico/pratici, istituzioni di gruppi di studio e di ricerca;
  • istituire sportelli di informazione per i cittadini che desiderano essere informati e/o accompagnati nella scelta e nelle procedure relative alla nomina di un Tutore, Curatore e Amministratore di sostegno:
  • realizzare attività editoriale, nei limiti ed in conformità a quanto stabilito dalle inderogabili norme di legge: pubblicazione di un bollettino, pubblicazione di atti di convegni, di seminari, nonché degli studi e delle ricerche compiute;
  • proporre progetti di legge.

 

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